Hamletmachine by Robert Wilson

Piccolo Teatro Studio Melato, Milan 2018

[Hamletmaschine] by Heiner Müller. Produced by Change Performing Arts


For Hamletmachine, Wilson first worked with students at New York University, and later–in the original German version–with theater students in Hamburg, produced by the Thalia Theater. In 2017, the production was revived in an Italian version with acting students from the Theater Academy "Silvio d'Amico" in Rome.
Heiner Müller himself called Wilson’s production “the best production ever” of this work, praising it for its lightness and absence of interpretive staging.


video, 01’10’’ - 2018


Una meditazione su Amleto e miriadi di altri argomenti, da altre opere di Shakespeare all’insurrezione ungherese del 1956, fino a un tipo di vendetta femminista sulla mascolinità incerta, che non racconta una storia e non sviluppa personaggi nel senso tradizionale.
Müller e Wilson condividono un misticismo pieno di immagini apocalittiche, distante tanto dalle convenzioni del teatro commerciale americano, quanto dalla pietà del socialismo realista.
Concepito nel 1977 dopo il primo viaggio in America dell’autore, Hamletmachine nasce originariamente dall’incontro tra Heiner Müller e Robert Wilson, venendo alla luce quasi nove anni più tardi. 

Müller dichiarò successivamente che la versione di Hamletmachine concepita da Wilson fosse “il miglior spettacolo di sempre” nella sua intera carriera, celebrando l’opera per l’incredibile e innovativo impianto illuminotecnico e visivo e per la quasi totale assenza di interpretazione scenica. Elogiato da Gordon Rogoff nei suoi scritti come “un trionfo”, valse a Wilson un Obie Award come Miglior Regista.
La prima messa in scena risale al 7 maggio 1986 sul palcoscenico del teatro della New York University con la partecipazione degli stessi studenti; la versione tedesca segna invece il suo debutto il 4 ottobre dello stesso anno alla Kunsthalle di Amburgo. Lo spettacolo non è stato più ripreso da allora, e ritorna in scena quindi dopo ben 32 anni.



︎︎︎photo@ Lucie Jansch

© Andrea Villa 2022